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Non sentirsi mai pronti a creare contenuti 

 Maggio 22, 2020

Scritto da  Marco Munich

Spesso nel coaching si ha sempre un po’ la sensazione di non essere sufficientemente pronti per partire ed entrare nel mercato.

Cosa c’è dietro questa poca convinzione?

Secondo il mio parere i motivi che ci bloccano maggiormente nel fare il primo passo sono tre e in questo articolo vorrei condividerli con te.

1- Pensare di dover fare determinate cose per partire

Mi capita di vedere che nella nostra attività ricorre sempre un pensiero del tipo

Per cominciare mi occorre questo/quello

dove a “questo e quello” tu vai a sostituire quello che tu pensi di aver bisogno per iniziare la tua attività. Già questo pensiero da solo ti crea un sacco di impedimenti perché ti porta a pensare che, finché non avrai fatto determinate cose o sarai diventato in un certo modo, allora non riuscirai ad entrare nel mercato e farti capire.

Questo non accadrà mai, quindi devi riuscire a fare il primo passo, nella consapevolezza che prima o poi qualcuno ti farà delle critiche. Devi però capire che commettere errori fa parte del processo.

Purtroppo vedo spesso nelle persone una narrativa che tende sempre alla perfezione, ma questa esiste pur portando con sé il fallimento. Può sembrare un controsenso, ma nel tuo lavoro capirai che i fallimenti diventano gli scalini per arrivare a quel picco massimo a cui aspiri. Il fallimento quindi non è qualcosa che ti sta tirando giù, ma che ti porta verso l’alto.

2- Pensare che bisogna avere certe cose per partire

Spesso si pensa che per entrare nel mercato bisogna avere un sito web fatto bene, il biglietto da visita… Queste sono tutte cose necessarie ma, nel momento in cui ti chiedono un sacco di risorse per essere realizzate, è importante capire che tu non puoi investire tutto il tuo tempo in quelle cose e per il resto non fare nient’altro.

Secondo me è invece più utile cominciare a costruire qualcosa e poi continuare a “far girare quel motore” che è iniziato dal niente. All’inizio grafica e logo perfetto non ti servono, quello che conta invece sono i contenuti. La ragione infatti per cui tu hai successo sono le argomentazioni.

All’inizio dell’attività per pubblicare contenuti ti bastano i social tipo Facebook o Youtube, che sono già predisposti per farti dire quello che pensi. Prima verifica che quello che stai dicendo è ciò che interessa alla gente, e poi eventualmente ci costruisci attorno un sito web per far crescere il tuo business.

3- Sentire di non avere argomentazioni abbastanza forti per convincere il tuo pubblico

Partiamo da un presupposto: qualsiasi cosa tu dica, ci sarà sempre una spaccatura tra quelli che vogliono ascoltare (anche semplicemente per il modo in cui parli e scrivi, indipendentemente dall’argomento), e quelli a cui invece non piaci.

Questa polarizzazione rispetto a quello che tu dici potrà essere più o meno forte e potrà essere espressa anche nella forma di ignorare un tuo determinato contenuto.

La sensazione di non avere argomentazioni abbastanza forti, deriva anche da quella che definisco la “maledizione della conoscenza”. Questa parte dal presupposto che, quando tu sai una cosa, dimentichi il come ci si sente a non avere più quell’informazione.

Anche a me capita di tornare indietro a pensare come mi sentivo quando non sapevo determinate cose che per me ora sono basilari, e spesso faccio fatica perché di fatto non si può tornare a quella condizione.

La maledizione della conoscenza, in questa particolare circostanza, ci impedisce di fare il primo passo perché pensiamo di sapere poco. Spesso però per la maggior parte delle persone quello che tu sai è tanto. Potrà accadere che prendano una parte di ciò che hai detto e ti dicano che è stato loro utile per un determinato ambito. E questo è già un’ottima cosa.

In conclusione:

Il consiglio che ti voglio dare è perciò di pubblicare i tuoi contenuti nella consapevolezza che qualche errore ti capiterà di farlo. Forse ti potrebbe essere utile pensando già di sbagliare, così non c’è nessun tentativo di perfezionismo.

È fondamentale mettere davanti il servizio che puoi dare piuttosto che la forma. Ovvio che se ti viene naturale curarla va bene, ma se non è così, e noti che stai sempre cercando di tenere alta la qualità di quello che fai (a livello di estetica), allora può essere un problema.

Spero che l’articolo ti sia stato utile, a presto!

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Marco Munich


In un mondo in cui il "vendere" arriva prima dell'aiutare, è diventato difficile per chi, come te, si dedica agli altri per vocazione... Marco Munich è un consulente marketing che, attraverso un marketing etico ed estremamente personalizzato, aiuta Life Coach, Counselor e Professionisti dell’olistico a creare contenuti intuitivi, che arrivano al cuore delle persone, raggiungendole nel loro spazio.

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