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La doppia personalità di molti Coach, Counselor e Operatori Olistici

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Last updated on Agosto 25, 2022

La doppia personalità come Coach Marco Munich Consulente Marketing per Coach, Operatori Olistici e Terapeuti

Senti la differenza tra te quando lavori con il cliente e te quando stai facendo le cose di tutti i giorni?

Più faccio consulenze, più mi rendo conto del problema di questa “doppia personalità“.

Di solito c’è:

  • Un te stesso che lavora, super efficiente, che conosce tutto della sua attività e si da il permesso di entrare in territori “sconosciuti” quando è con il cliente.
  • Un te stesso nella vita di tutti i giorni che molto spesso si contraddice rispetto a com’è nel lavoro e fa delle cose completamente diverse in termini di metodologia rispetto a ciò che insegna, si percepisce una sorta di incoerenza.

Si ha insomma la percezione di due persone diverse; la persona che le vive ovviamente fa fatica a vedere questa scissione o a farla notare (e se la nota cerca di nasconderla per motivi strategici). Chi è all’esterno però nota quasi sempre questa differenza in modo chiaro.

Il tuo cliente è come uno specchio

Il problema che ho notato è che al giorno d’oggi è sempre più difficile lavorare ed essere efficiente con le persone. Questo accade perché il disturbo o il conflitto che il tuo cliente sta vivendo, molto spesso rispecchia una parte di te che tu vivi quotidianamente nella vita di tutti i giorni come coach, counselor o operatore olistico, allo stesso modo, proprio come quello specchio, ti arriveranno clienti in linea a questo dualismo che emani quando sei da solo e quando lavori.

Ciò che ti voglio proporre è stare di più nella fragilità.

Ti spiego meglio cosa intendo: quando ti poni davanti al tuo cliente, esponendo la tua immagine, non avere paura di mostrare la fragilità, ossia quella parte di te che va oltre la vita lavorativa e che ha potrebbe non essere così coerente.

Il concetto di “finestra”

Foto di d0n mil0

Tempo fa avevo parlato del concetto di “finestra”. Questa è la differenza tra la telecamera e lo schermo intesi come “tv”, piuttosto che come una finestra vera e propria.

In altre parole, il fatto che io registri i miei video pensando allo schermo come a una finestra libera moltissimo questo spazio di fragilità. Questo pensiero mi ha infatti permesso di sbloccarmi da tutti quei problemi che una persona può avere quando decide di farsi vedere davanti ad una telecamera.

Parlare davanti ad una telecamera intesa come finestra è completamente diverso da intenderla come tv, dietro quest’ultima infatti uno sente di dover porre attenzione a tutti quei concetti come: “la scaletta”, “la presentazione”, “le luci che comunicano positività”, “il vestito che comunica sicurezza”, ecc…

Una finestra invece ti libera dal dover essere qualcosa per qualcuno e (specialmente autorevole: autorevolezza che, secondo me dovrebbe trasparire dal tuo essere come sei, non dalla strategia).

A questo punto davanti alla telecamera può accadere di tutto senza che per forza sia un problema (ad esempio io mi posso dimenticare di dire qualcosa, sbagliare parole o frasi, gli utenti possono anche farmelo notare nei commenti…).

Nessuna scaletta, ma un concetto da portare avanti

Il fatto però di non essere perfetti va accettato e lasciato andare. Non c’è un copione da dover seguire per forza: un discorso va invece portato avanti con un concetto di base attorno a cui parte tutta la “magia” della tua credibilità.

In altre parole quando ti trovi, come nel mio caso, davanti ad una telecamera, non devi sviluppare una scaletta da seguire per mostrarti efficiente, ma ti basta avere un concetto di base da sviluppare.

Per esperienza personale ti posso dire che creare una scaletta non ti farà mai essere efficiente al 100%. Con buona probabilità dirai esattamente ciò che devi dire, ma mancherà sempre qualcosa, questo è perfettamente normale, io stesso appena finisco i video spesso penso “ah cavoli, potevo dire quella cosa là” e poi lascio andare.

In conclusione:

Ti voglio quindi esortare a provare a comunicare facendo dei video o scrivendo dei contenuti e utilizzando quello spazio di te che riguarda la vita di tutti i giorni. Un elemento fondamentale è, come ti ho detto prima, la fragilità, ossia il fregartene degli errori.

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Ti capiterà sicuramente di sbagliare, ma questa tua fragilità non va intesa come un difetto, come qualcosa da evitare, bensi come un “plus”.

Anche a me capita di fare ogni giorno tantissimi errori, ma non ne faccio un problema perché ormai gli errori sono parte della mia piattaforma di apprendimento. Questo ovviamente non significa che non bisogna arrabbiarsi per un errore commesso, basta semplicemente imparare a “respirarci sopra” e lasciarli andare come “passato” che non possiamo cambiare.

Spero che seguirai il mio consiglio, perché ti assicuro che ti libererà tantissimo dal pensiero di dover mostrare sempre per forza la propria efficienza. Non da ultimo, sarai molto più credibile agli occhi dei clienti, e questo non è poco.

Un abbraccio, a presto!

Chi sono

In un mondo in cui il "vendere" arriva prima dell'aiutare, è diventato difficile per chi, come te, si dedica agli altri per vocazione...

Marco Munich è un consulente marketing che, attraverso un marketing etico ed estremamente personalizzato, aiuta Life Coach, Counselor e Professionisti dell’olistico a creare contenuti intuitivi, che arrivano al cuore delle persone, raggiungendole nel loro spazio.

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