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La doppia personalità

(QUANDO SEI CON IL CLIENTE E QUANDO SEI DA SOLO)

Sei completamente te stesso? Senti la differenza tra te quando lavori e te quando stai facendo le cose di tutti i giorni?

Più faccio consulenze con i miei clienti, più mi rendo conto del problema di questa doppia personalità.

Di solito ci sono:

  • Un te stesso che lavora, super efficiente, che conosce tutto della sua attività e si da il permesso di entrare in territori “sconosciuti”
  • Un te stesso nella vita di tutti i giorni, che molto spesso si contraddice rispetto a com’è nel lavoro e fa delle cose completamente diverse in termini di metodologia rispetto a ciò che insegna

Si ha insomma la percezione di due persone diverse; la persona che le vive ovviamente fa fatica a vedere questa scissione o a farla notare (e per lo più cerca di nasconderla per motivi strategici). Chi è esterno però nota quasi sempre questa differenza in modo chiaro.

Il tuo cliente è come uno specchio

Il problema che ho notato è che al giorno d’oggi è sempre più difficile lavorare ed essere efficiente con le persone. Questo accade perché il disturbo o il conflitto che il tuo cliente sta vivendo, molto spesso rispecchia una parte di te che tu vivi quotidianamente nella vita di tutti i giorni, allo stesso modo, proprio come quello specchio, ti arriveranno clienti in linea a questo dualismo di te quando sei da solo, e te quando lavori.

Ciò che ti voglio proporre è di avere più fragilità nel tuo lavoro. Ti spiego meglio cosa intendo: quando ti poni davanti al tuo cliente, esponendo la tua immagine, non avere paura di mostrare la fragilità, ossia quella parte di te che va oltre la vita lavorativa.

Il concetto di “finestra”

Foto di d0n mil0

Parlando dei video che solitamente pubblico, tempo fa avevo parlato del concetto di “finestra”. Questa è la differenza tra la telecamera e lo schermo intesi come “tv”, piuttosto che come una finestra vera e propria.

In altre parole, il fatto che io registri i miei video pensando allo schermo come a una finestra mi libera moltissimo. Questo pensiero mi ha infatti permesso di sbloccarmi da tutti quei problemi che una persona può avere quando decide di farsi vedere davanti ad una telecamera.

Parlare davanti ad una telecamera intesa come una finestra è completamente diverso da intenderla come una tv, Dietro quest’ultima infatti uno sente di dover porre attenzione a tutti quei concetti come “scaletta”, “presentazione”, ecc…

Una finestra invece ti libera dal dover essere efficiente e in qualche modo autorevole. A questo punto davanti alla telecamera può accadere di tutto senza che per forza sia un problema (ad esempio io mi posso dimenticare di dire qualcosa, sbagliare parole o frasi, gli utenti possono anche farmelo notare nei commenti…).

Nessuna scaletta, ma un concetto da portare avanti

Il fatto però di non essere perfetti va accettato e lasciato andare. Non c’è un copione da dover seguire per forza: un discorso va invece portato avanti con un concetto di base attorno a cui parte tutta la “magia” della tua credibilità.

In altre parole quando ti trovi, come nel mio caso, davanti ad una telecamera, non devi sviluppare una scaletta da seguire per mostrarti efficiente, ma ti basta avere un concetto di base da sviluppare.

Per esperienza personale ti posso dire che creare una scaletta non ti farà mai essere efficiente al 100%. Con buona probabilità dirai esattamente ciò che devi dire, ma mancherà sempre qualcosa, questo è perfettamente normale, io stesso appena finisco i video spesso penso “ah cavoli, potevo dire quella cosa là” e poi lascio andare.

In conclusione:

Ti voglio quindi esortare a provare a comunicare facendo dei video o scrivendo dei contenuti e utilizzando quello spazio di te che riguarda la vita di tutti i giorni. Un elemento fondamentale è, come ti ho detto prima, la fragilità, ossia il fregartene degli errori.

Ti capiterà sicuramente di sbagliare, ma questa tua fragilità non va intesa come un difetto, come qualcosa da evitare, bensi come un plus.

Anche a me capita di fare ogni giorno tantissimi errori, ma non ne faccio un problema. Questo ovviamente non significa che non bisogna arrabbiarsi per un errore commesso, basta semplicemente valutare a fine giornata cosa si è sbagliato e magari servirsene per migliorare in futuro.

Spero che seguirai il mio consiglio, perché ti assicuro che ti libererà tantissimo dal pensiero di dover mostrare sempre per forza la propria efficienza. Non da ultimo, sarai molto più credibile agli occhi dei clienti, e questo non è poco.

Un abbraccio, a presto!

Marco Munich

In un mondo in cui il "vendere" arriva prima dell'aiutare, è diventato difficile per chi, come te, si dedica agli altri per vocazione... Marco Munich è un Imprenditore che, attraverso un marketing etico ed estremamente personalizzato, aiuta Life Coach, Counselor e Professionisti dell’olistico a risuonare nella mente del loro potenziale cliente, rimanendo centrati su sè stessi, senza quel senso di "disonestà".

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